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2009
Rolex Middle Sea Race
Valletta, Malta
October 14 - 24, 2009
IL RECORD DI REGATA SFUGGE AL VINCITORE IN TEMPO REALE

19 ottobre 2009

ICAP Leopard (GBR) è stato il primo yacht a tagliare il traguardo della Rolex Middle Sea Race 2009 conquistando i cosiddetti “line honours”. Nonostante gli sforzi, Mike Slade e il suo abile equipaggio non sono riusciti a sbaragliare il record stabilito da Rambler. Giunto sul traguardo posizionato accanto al Royal Malta Yacht Club a Marsamxett Harbour poco prima di mezzogiorno, il super maxi di 100 piedi progettato da Farr ha registrato un ritardo di poco più di mezz'ora sul tempo record stabilito da George David e Ken Read due anni fa. ICAP Leopard ha lavorato duramente senza mai scostarsi troppo dalla marcia richiesta, nonostante le condizioni non certo ideali.

In banchina, Slade non ha ammesso scuse. Ritiene di aver dato il massimo. Ha subito ammesso che nel 2007 Rambler avrà sicuramente vissuto frustrazioni molto simili a quelle sperimentate quest'anno. Quando gli abbiamo chiesto se poteva identificare una o più parti del percorso in cui avrebbe potuto colmare il distacco di 30 minuti, Slade ha risposto con sarcasmo, “almeno venti.”

Sin dal momento in cui ha tagliato la linea di partenza, ICAP Leopard ha sperato di poter stabilire un nuovo record. Ha tentato il colpo, confidando in previsioni promettenti. Slade ha complimentato il suo equipaggio per l'ottimo lavoro svolto, “è fantastico essere riusciti a finire questa difficile regata. Il record era allettante e molto vicino, ma l'importante è aver centrato il nostro obiettivo: conquistare i line honours e riportare a casa la barca intatta. L'equipaggio è stato fantastico e il benvenuto a Malta incredibile - che magnifico evento!”

Anche quando si spinge la barca al suo massimo potenziale e non si subiscono danni, il successo dipende sempre dalle condizioni meteorologiche. Completare il percorso di 606 miglia della Rolex Middle Sea Race in meno di 48 ore è un'impresa decisamente fattibile per un congegno volante a chiglia basculante e water ballast, condotto da alcuni dei migliori regatanti inshore e offshore. Brad Jackson, Jules Salter e Guy Salter erano tutti a bordo della barca vincente nella passata Volvo Ocean Race. Rob Greenhalgh finì secondo, mentre Justin Slattery fu sulla barca che vinse la precedente VOR. Jason Carrington ha probabilmente costruito un numero di barche da regata vincenti superiore al numero di edizioni della Rolex Middle Sea Race. Anche il velaio Jeremy Elliott ha partecipato a giri del mondo e Coppa America. Hugh Agnew fu il navigatore sullo yacht che vinse la Rolex Sydney Hobart del 2004. E, se qualcuno se lo fosse per caso scordato, è sin dai primi anni novanta che Mike Slade forgia equipaggi e regata al livello di grand prix su svariati maxi yacht all'avanguardia, sempre con il prezioso ausilio di Chris Sherlock nella gestione delle barche. Esperienza e talento erano due ingredienti presenti in grande abbondanza. Sono stati i capricci del vento a frenare Leopard.

Slade ha analizzato l'andamento della regata: "questa regata è molto speciale. Lo è sempre. E' una gara ardua e appassionante, ma ogni percorso che si chiude a cerchio presenta sempre molti tranelli. Hai sempre la terraferma in vista e ne soffri tutte le conseguenze. Si dice che l'Etna risucchia via il vento dallo Stretto e per noi è stato proprio così. Siamo rimasti bloccati nella sua ombra. Poi ne siamo venuti fuori e ci siamo buttati verso Stromboli ed è lì che sono iniziati i problemi." E' qui che domenica i mini maxi Rosebud/Team DYT (USA) e Bella Mente (USA) sono stati costretti ad abbandonare la regata. Da lì in poi, circa altri venti yacht in gara hanno optato per il ritiro a causa dei forti venti che hanno travolto l'angolo nord orientale della Sicilia per un periodo di 36 ore.

"Dopo Stromboli è stata dura," ha commentato Slade. "Abbiamo avuto 5 o 6 ore di maltempo del fronte. Siamo una barca grande e forte quindi possiamo farcela. Anzi, speravamo d'imbatterci in vento forte anche nella parte bassa del percorso.” Questa speranza non si è mai materializzata: “Ci sono volute 12 ore per raggiungere le Egadi e solo da lì in poi, nel tragitto verso Pantelleria, abbiamo iniziato a viaggiare bene. E' stata una navigazione movimentata. Speravamo che durasse fino a Lampedusa, ma non è stato così. Lì non c'è stato vento adeguato." A questo punto Leopard aveva uno svantaggio di soli 75 minuti sul record di Rambler. Questa barca è nata per divorare le miglia fino a Comino, ma ha bisogno di vento. Prima della partenza, Slade aveva detto che 20 nodi di vento e mare piatto sarebbero stati ideali. Nella tappa finale, invece, c'è stato mare incrociato e vento ballerino tra 12 e 18 nodi.

"E' stata una faticaccia raggiungere Comino da Lampedusa," ha aggiunto Slade. "Ed è stata un'impresa anche entrare nel porto poiché il vento era in poppa piena e abbiamo dovuto fare un sacco di strambate.” Filosofico nella sconfitta - se due line honours consecutivi in una regata di 600 miglia possono essere descritti così (ICAP Leopard ha conquistato la vittoria in tempo reale nel Rolex Fastnet lo scorso agosto) - Slade ha ammesso di essersi chiesto più volte dove avrebbero potuto recuperare quei 30 minuti cruciali. E' categorico sul fatto che i punti erano parecchi e non è possibile additare a un fattore in particolare, aggiungendo “questo fa parte dello yacht racing e dovremo rifare questa regata - giusto?” Malta non vede l'ora.

L'attesa per la seconda barca non è stata lunga. Esattamente come nel Rolex Fastnet, Beau Geste (HKG) di Karl Kwok ha tallonato la sua rivale più grande per l'intero percorso, sperando in un momento di debolezza che le avrebbe consentito di conquistare la leadership. Lo skipper Gavin Brady, il tattico Francesco de Angelis e il navigatore Andrew Cape formano un pool di grande talento, ma anche per loro le condizioni sono state molto impegnative. Brady è un osso duro, ma ciò nonostante ha ammesso che sabato notte/domenica mattina, dopo Stromboli, le condizioni sono state molto severe, “fino a quel momento eravamo concentrati ad allontanarci dai nostri avversari, ma quando il maltempo ha colpito eravamo ben felici di essere in compagnia. Per un po' abbiamo navigato in sopravvivenza.” Le barche piccole hanno denunciato problemi con i cambi di vele notturni, a causa degli improvvisi groppi. Cape ha ammesso che anche Beau Geste ha faticato con i cambi, soprattutto dopo aver girato l'angolo di Favignana, "avevamo la combinazione di vele sbagliata e per questo abbiamo perso un po' di tempo. In quelle condizioni ci vuole quasi un'ora per effettuare un cambio di vele su una barca di queste dimensioni.”

De Angelis è riuscito a scorgere un lato comico della navigazione, narrando di un incidente avvenuto a bordo, quando in uscita di un'onda Cape ha fatto una capriola attraverso la cabina atterrando in testa a de Angelis, “regato contro Capey da molto tempo, ma solo in quel frangente l'ho conosciuto fino in fondo!” Karl Kwok è al termine della sua stagione europea, in cui ha eccelso, con il suo equipaggio, in numerose importanti manifestazioni. "Siamo molto contenti di come la barca ha resistito in queste condizioni. Come altri team dagli Stati Uniti, siamo venuti in Europa perché gli avversari sono molto forti e non siamo stati delusi.”

Con due barche ormeggiate in banchina, abbiamo già dei risultati. Quando Beau Geste ha tagliato il traguardo alle 15.28, è passata in pole position in tempo compensato. Ma questo momento di gloria è durato poco. Alegre (GBR) ha finito alle 18.33, riconquistando il comando che aveva detenuto sin da Stromboli. Né Rán (GBR) né Luna Rossa (ITA) sono stati in grado di batterla. Intermatica VO70 (ITA) ha vinto la sfida tra le due barche della Volvo, battendo Ericsson (SWE) in tempo compensato ma non in reale.

Il grosso della flotta sta ancora regatando. Ventitré yacht si sono ritirati per vari motivi, per lo più danni alle vele e alle attrezzature causati dai violenti groppi che hanno persistito fino a mezzogiorno di oggi. La prossima barca sul traguardo sarà DSK Pioneer Investments (ITA), che si trova a metà strada tra Lampedusa e Malta. Poi ci sarà una lunga attesa, dato che gli yacht in gara dovranno ancora affrontare la parte occidentale del percorso. Sette yacht, tra cui i due rimanenti equipaggi a due, devono ancora doppiare Capo San Vito all'estrema punta nord occidentale della Sicilia. Le previsioni danno venti calanti da nord ovest per le prossime dodici ore. Le barche più piccole avranno un lungo viaggio di ritorno, mentre le barche già in porto saranno sempre più felici di ora in ora.

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